
Autori: Caterina Vigano', Chiara Balsamo, Alice Esposito, Giuseppe Locatelli, Elena Sala, Daniele Marzorati, Sasithorn Ponsrimuang, David Michel Fayek, Raluca Andreea Hartea, Cecilia Lombardi
INFORMAZIONI:
vernissage: 14 maggio ore 19
dove: Bologna (BO)
presso: neon>campobase , via Zanardi, 2
orari: lun-sab 11-13 e 15-19
biglietti: ingresso libero
Dieci giovani artisti sviluppano un progetto espositivo che abbraccia il tema del riflesso e della riflessivitā. Visioni, percezioni, proiezioni, immagini sdoppiate della realtā rimandano ad un corpo disunito e poliedrico che si guarda e pensa se stesso interrogandosi curioso sugli sguardi che riceve. Ogni elemento della mostra e' un riflesso scomposto ma anche una congettura che amplifica e deforma piccoli dettagli sparsi altrove. Le parole e le frasi scritte sono riflessioni contemporanee/simultanee su proiezioni altrui.
In questa sala degli specchi i riflessi sono molteplici, alcuni formano i volti che si specchiano, altri determinano immagini cangianti: brevi e intense apparizioni che indicano, oltre alla volontā di modificare l-andamento delle faccende quotidiane, sorpresa ed incanto. La mostra e' nata dall'esperienza del corso di Arti Visive di Marcello Maloberti presso la NABA -Nuova Accademia di Belle Arti di Milano.
IO NON VIVO MAI NEGLI SPAZI ANTROPOLOGICI
Attraverso una gestualitā minima, di matrice infantile, Daniele ci inizia ad una presa di coscienza della percezione corporea e spaziale. Con una continua analisi del rapporto corpo-spazio, decostruisce -l'abituale- e allena l'occhio ad un nuovo sguardo. Il ripetersi di un gesto infantile da gioco diventa analisi. Ogni volta un punto e a capo. Č un continuo interrogarsi, cercando la risposta nel ripetersi. Mi siedo, mi spingono, volo, buco lo spazio e cado a terra. Da capo. Mi siedo, mi spingono, volo... La ripetizione e' un modo per dire che non c'e' ne' inizio ne' fine. Mi ricorda la canzone di Rodari -Ci vuole un fiore-. La buccia del mandarino che diventa albero che diventa seme che torna mandarino.
SESSO CONTRO CARNE
Istruzioni per l'uso: sventrare la scatola e controllare la mancanza dei pezzi fondamentali, ora combaciate il ciarpame rimanente, ed attendere se si ha tempo a sufficienza che il tavolo si accumuli, Lunazione. Solo a tal punto estrarre il manuale d'istruzioni capovolgerlo e girarlo, ora seguire le istruzioni e riassemblare. Si consiglia cottura lenta, Disegno intelligente. Quando i sistemi s'incontrano con estremo disinteresse tutto inizia a girare fino a cadere in un apparente perdita di controllo. E' cosi' quando vedi lunazione, traballano i disegni intelligenti, assurdi e incompatibili stranezze a ripetizione. "La malattia e' la piu' grande imperfezione dell'uomo" Georg Lichtenberg
NON VI SENTO PIU
Perche' affliggermi ora? Il quotidiano come visione cinica quanto poetica e' la dimensione in cui ci immerge Giuseppe, portandoci a riconsiderare situazioni in cui abbiamo saccentemente scartato la soluzione piu' semplice.
L'INCUBO DI GALILEO
Oggi sembra che tu abbia i capelli piu' lunghi del solito...sarā perche' sono appena lavati, sarā per l'umiditā, ma a me pare proprio che tu li abbia piu' lunghi.
Tu mi dici: "Crescono i capelli", ma e' quasi impossibile che crescano cosi' in tre soli giorni...ora guardi fuori dalla finestra...forse sogni...e forse i sogni allungano i capelli... ''
SEZIONI
Collezione, sezionamento e manipolazione: operazioni mediante cui la struttura interna delle piante si rivela. Processo e gesto permangono in un'immagine
potenzialmente in divenire. Recupero, sezione, analisi, composizione. Assemblaggi di nature morte sotto vetro, tavolo scientifico, tensione vitale e morfologia vegetale.
MASCHERA
Donne, uomini, amici o sconosciuti. Non c'e' un soggetto in particolare che vuole estrapolare da riviste, film o fotografie personali. Lei vuole ammucchiarli/allinearli per il piacere di farlo. In questo disordine scombussolante, all'apparenza c'e' un ordine segreto. Infatti il lavoro si evolve e se prima moltiplicava adesso divide: diventa analisi logica del riflesso del suo mondo. Indossare una maschera e' una metafora per distinguere i tipi di atteggiamenti tenuti nelle diverse situazioni della vita, quindi si puo' indossare la maschera dell'impiegato, come quella del burlone, o del marito e ognuna in realtā non maschera nulla, ma permette di mostrare un lato della propria personalitā. Infatti noi non siamo solo amici, compagni, lavoratori...Siamo l'essenza che interpreta tutti questi ruoli.
LE MIE AMICHE
Interpretare queste ragazze poco femminili, poco sensuali, pesanti tutte nella medesima posa. C'e' una ripetibilitā e unicitā nelle foto. Modificare la realtā. Una rugbista con la grazia di una diva. Una nuova posa, frutto di una nuova percezione.
LA CITTA' PUO' AVERE UN SENSO/FUNZIONE NELL'UNIVERSO?
Tra il Naturale e l'artificiale, l'Organico e l'inorganico, una ricerca sulla cittā non come residenza ma come essenza, un luogo di perenne scoperta, d'attraversamento, di strade, negozi, vie mai vissute prima, con un occhio nuovo. Un walkscape tra l'immaginario del vero e la vera immaginazione. Navigare, Volare, Sognare sopra la cittā. Lo Spazio, La Luce, L'essere e lo Sparire. Cio' che terrorizza in realtā e' un percorso che ci porta a scoprire lo spazio, la vera materia delle cose oltre che noi stessi, un qualcosa di massimamente universale. esistono dei concetti che hanno una loro universalitā cioe' la luce e il buio. Cio' che non si vede e' in realtā davanti a te.
L'ARMADIO DELLA VERGOGNA
La tendenza umana di pensare al destino come a un fatto personale, non sociale. Le Vittime non possono uccidere un Carnefice, questa e' la legge. Correndo il rischio di scoprire che la realtā puo' essere piu' complessa.
FUNGHI
I funghi delle fiabe sono sempre colorati.
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